15/12/2025

La Gran Bretagna avvia le prime cause legali sul talco contaminato: un nuovo capitolo dopo gli Stati Uniti

La Gran Bretagna avvia le prime cause legali sul talco contaminato: un nuovo capitolo dopo gli Stati Uniti

La Gran Bretagna avvia le prime cause legali sul talco contaminato: un nuovo capitolo dopo gli Stati Uniti

Dopo gli Stati Uniti anche la Gran Bretagna ha avviato le prime azioni legali per ottenere risarcimenti a favore dei pazienti e delle famiglie colpite da mesotelioma e altre patologie legate al talco contaminato prodotto da Johnson & Johnson.

Secondo le stime riportate dalla stampa britannica, sarebbero oltre 3.000 i cittadini del Regno Unito ad aver intrapreso un’azione giudiziaria contro la multinazionale americana. L’importo complessivo dei risarcimenti richiesti supererebbe un miliardo di sterline, un dato che conferma la portata internazionale del caso.

Nonostante le prove, J&J nega il nesso tra prodotto e malattia

Nonostante le evidenze raccolte negli ultimi anni, Johnson & Johnson continua a negare qualunque collegamento tra l’utilizzo dei loro prodotti e l’insorgenza del mesotelioma o di altre patologie asbesto-correlate. I legali dei pazienti sostengono invece che l’azienda fosse consapevole dei rischi da molto tempo e che non li avrebbe comunicati adeguatamente.

Sebbene le nuove formulazioni impieghino amido di mais al posto del talco contaminato con l’amianto, gli avvocati ricordano che la versione originale del Baby Powder è rimasta in vendita nel Regno Unito fino al 2023, tre anni dopo lo stop imposto negli Stati Uniti e in Canada. Un ritardo che, secondo i rappresentanti legali delle vittime, avrebbe esposto ulteriormente i consumatori britannici a un rischio evitabile.

Oltre il mesotelioma: la storia di Sue Rizzello, raccontata dal Guardian

Il caso talco-asbesto non riguarda soltanto il mesotelioma. Lo scorso ottobre The Guardian (puoi leggere l’articolo originale qui: https://bit.ly/sue-rizzello-sues-JJ) ha riportato la storia di Sue Rizzello, una donna britannica a cui era stato diagnosticato un tumore ovarico nel 2012. I test genetici BRCA, risultati negativi, l’avevano spinta a cercare altrove una possibile causa della malattia. La risposta era arrivata consultando i casi provenienti dagli Stati Uniti: numerosi pazienti avevano sviluppato forme tumorali dopo decenni di utilizzo del talco contaminato.

Sue, che aveva usato il prodotto per tutta la vita, ha riconosciuto in quella ricostruzione qualcosa di familiare. Oggi fa parte anche lei degli oltre 3.000 cittadini britannici che hanno deciso di fare causa alla multinazionale per patologie considerate correlate all’asbesto presente nel talco.

La situazione in Italia: il ruolo di G.I.Me. nella tutela dei pazienti

Anche in Italia la vicenda sta assumendo contorni sempre più rilevanti. G.I.Me., da anni al fianco delle persone affette da mesotelioma e da altre malattie asbesto-correlate, ha attivato un servizio di tutela legale gratuito dedicato a chi sospetta di aver contratto la patologia a seguito dell’utilizzo dei prodotti Johnson & Johnson.

Grazie alla collaborazione con studi legali italiani e internazionali, l’associazione supporta i pazienti nel raccogliere la documentazione necessaria, valutare il nesso causale e avviare eventuali richieste di risarcimento. Un impegno che rientra nella missione più ampia di G.I.Me.: garantire informazioni chiare, accompagnare i pazienti nel percorso di cura e difendere i loro diritti di fronte alle istituzioni e alle responsabilità industriali.

 

Per approfondire:

Il talco cancerogeno e l’importanza della tutela legale delle vittime dell’amianto
https://landing.gime.it/blog/il-talco-cancerogeno-e-l-importanza-della-tutela-legale-delle-vittime-dell-amianto-6 

Vittime dell’amianto: maxi condanna da 966 milioni di dollari alla Johnson & Johnson per il talco tossico
https://landing.gime.it/blog/vittime-dell-amianto-maxi-condanna-da-966-milioni-di-dollari-alla-johnson-johnson-per-il-talco-tossico-7

 

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